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Città dispersa…

Città dispersa tra gli incensieri il battito il vocio
la vita che fu notte barocca paramento
era transito d'ombra casa al vento
tra galletti ferrigni e banderuole
verderamìna d'antenati che ritorna fiamma.
Questo tremito, adesso, questo vacillamento.


L'impotenza dell'infanzia…

L'impotenza dell'infanzia,
e senza nomi il mondo -incerto
il bianco della conoscenza, il rosso
che sarà lussuria, violacciocca-
a lame a occhi triangolari
tra le fessure della metamorfosi
s'insinuava l'oscura forma
dell'addolorata: era
lo smarrimento nella stanza al buio
                                                     il bacio gelido a mio nonno morto.