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Inizio saggio

Oggi ci si arriva in pullman, ma fino a trent'anni fa rigorosamente a piedi. Discesa e risalita. Ci si incamminava nottetempo, sostando e salmodiando a tutte le stazioni della Via Crucis disseminate lungo la mulattiera che, poco dopo la porta di San Giacomo, scendeva ripida e tortuosa dal versante ovest della collina, lasciandosi alle spalle la città, e a destra costeggiando un'ampia e profondissima vallata; ad ogni svolta, un precipizio poteva aprirsi nel grande buio della notte, ma era la fede a guidare il passo, e il compimento della promisione a sostenerlo. "Cancillati i me piccati, mantiniti a menti mia", era la cadenzata litania che scandiva l’andare; la stessa invocazione che con devozione e passione per secoli altre folle di pellegrini avevano ripetuto: remota memoria di un soprannaturale evento -ma nel tempo del sacro ogni memoria torna sempre contemporaneo e salvifico presente- di cui resta un breve e dettagliato resoconto del canonico Taranto, ricopiato e tramandato da Vincenzo Aprile in Notizia di Caltagirone sacra. Testimone oculare dell'evento, il canonico ne racconta in poche pagine le emozionanti sequente: le visioni di Antonio Centorbi, a cui per più notti il Crocifisso era apparso in sogno intimandogli di dissotterrare, in un terreno di sua proprietà, la sua interrata icona; il disseppellimento e il ritrovamento, insieme al suo servo Giacomo Taglieri, della divina immagine, ma tutta scolorita e frantumata; e lo smarrimento di un'anonima donna pittora, che, chiamata d’urgenza a ricomporla e restaurarla, perse i sensi per l'emozione, ma, pur senza coscienza, miracolosamente la ricompose e la restaurò. Una grande folla, accorsa alla notizia del ritrovamento, assistette al prodigio, in estasi e in preghiera: in quella dimensione di contratta sospensione interiore che sembra far confluire gli sparsi accadimenti di ogni precario esistere nella perenne simmetria del divino; e non solo a Caltagirone, in quella freddissima e piovigginosa mattina del 1° gennaio del 1708: in ogni tempo e in ogni luogo una temporalità altra...