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Libro di Poesie

Paesaggi della settima decade – Interni – Nero Barocco Nero

“Il pomeriggio scende in filamenti / tra cerchi velenosi di candeggio / in naufragio / un paesaggio immoto di suppellettili / sui vetri incrostati di crepuscolo / alternanze di voci aprono falle …”
“Una voce deforme arrotolata nella storia / s’inoltra ciecamente vuole esistere / moneta atona in bocca al moribondo.”

Descrizione

anno di pubblicazione: 2025

In Paesaggi della settima decade la voce di Maria Attanasio non si limita a radunare decenni di scrittura: essa scava, ricuce, rilancia. I versi si aprono come fenditure di luce nel buio, crepe da cui filtrano memorie individuali e collettive, il frantumarsi del tempo e la sua ostinata durata.

C’è la densità di un linguaggio che non arretra davanti alla contraddizione: lessico asciutto, talvolta severo, eppure sempre vibrante di allusioni e di echi remoti; parole che sembrano scaturire da una pietra segreta, scolpite ma incerte, essenziali e febbrili insieme.

La poesia qui non è mai mero ornamento: è corpo e ferita, paesaggio interiore che si intreccia con quello reale — le strade di Caltagirone, il respiro dei vicoli, la memoria di lingue perdute. È un flusso che non conosce pacificazione, sospeso tra la precisione dell’immagine e la vertigine del silenzio che la circonda.

Se in Interni la parola tentava di trattenere i frammenti di un’esistenza quotidiana, in Nero barocco nero si faceva specchio deformato della storia, nel volume odierno questa duplicità si amplia: diventa testimonianza di un’intera vicenda poetica che dal 1979 al 2021 porta con sé la tensione irrisolvibile tra vita e scrittura.

La chiave è forse nel suo “oltre”: un desiderio di spingersi al di là della parola stessa, per restituire al lettore non la poesia come artificio, ma la vita come verità lirica, fragile e incandescente. Una trascendenza semplice e disperata, che si affaccia sull’orlo dello scacco, e proprio lì — dove tutto potrebbe spegnersi — si accende.